Assolutamente si. Naturalmente, se se la sente. Cioè se né il tumore, né gli effetti collaterali delle cure compromettono il suo benessere. Fortunatamente, questa combinazione favorevole è una condizione frequente.
D’altra parte, tutti i pazienti che fanno terapia adiuvante non hanno malattia visibile quindi l’unica fonte di problemi può essere solo la terapia in corso. Un buon 30-50% tollera bene queste terapie e in queste circostanze è consigliato continuare a fare vita più normale possibile.
Anche chi ha malattia avanzata con metastasi (stadio 4) può essere in eccellenti condizioni fisiche. Quindi, può benissimo continuare a svolgere tutte le normali attività che svolgeva prima. Inclusa l’attività sportiva.
Infatti, avere qualche nodulo metastatico di 1-2 cm negli organi interni in generale non causa sintomi. La frequenza di effetti collaterali gravi dalle terapie di solito è contenuta (5-20%).
Bisogna però considerare che, in queste condizioni, la componente psicologica gioca un ruolo importantissimo. Il paziente può sentirsi molto stanco o comunque essere distante dalla normale funzionalità psicofisica indipendentemente dalla malattia o dagli effetti collaterali delle cure. In queste circostanze vale la regola che il paziente faccia quello che si sente di fare.
Un aspetto delicatissimo riguarda i programmi futuri relativamente alle attività produttive del paziente con malattia avanzata e un orizzonte di vita limitato (circa 6-12 mesi). In questi casi bisogna stare molto attenti a non scoraggiare i piani del paziente in questo senso per almeno 3 buoni motivi:
- Da una parte queste stime sono in genere medie derivate da studi clinici, che potrebbero non applicarsi a quel paziente, tanto che 2 o 3 anni dopo il paziente potrebbe essere ancora in vita in perfetta forma. (SI PUÒ PREVEDERE QUANTO TEMPO È “RIMASTO” ?)
- Dall’altra si è già detto della difficoltà da parte dei medici a prevedere quanto tempo è rimasto quando la prognosi non è brevissima (da alcuni giorni a poche settimane). (LE TERAPIE ANTITUMORALI NON FUNZIONANO PIÙ)
- Dall’altra ancora, il poter pensare al futuro lavorativo, anche se non lontanissimo, può costituire un valore irrinunciabile per il paziente.
Quindi è sempre consigliabile sostenere i pazienti nei loro piani lavorativi futuri.