Quando si comincia una terapia per la fase avanzata della malattia, non si sa se questa funzionerà o meno. Se il tumore cresce nonostante la terapia, si parla di progressione.
La progressione può avvenire subito dopo i primi cicli di terapia oppure dopo un periodo, durante il quale inizialmente il tumore si era fermato o addirittura aveva risposto alla terapia, riducendosi. FIGURA 21

In generale, la prima condizione è più grave della seconda. Nella prima, il tumore non ha minimamente risentito della terapia; nella seconda c’è stata un’iniziale fase in cui la cura è risultata efficace e può aver modificato il comportamento della malattia nel tempo.
Il motivo per cui i tumori non rispondono alle terapie da subito oppure dopo un iniziale periodo è la presenza di resistenza ai farmaci da subito o la sua insorgenza dopo alcuni cicli. Una delle caratteristiche fondamentali del tumore maligno è quello di adattarsi a sopravvivere e a proliferare in condizioni avverse; anche quando si cerca di distruggerlo con le terapie. Il principio è lo stesso della resistenza che sviluppano i batteri nei confronti degli antibiotici nelle malattie infettive. È inutile continuare la stessa terapia se questa non ha funzionato ed il tumore è progredito nei primi mesi. Provocherebbe solo inutili e dannosi effetti collaterali senza alcun beneficio per il paziente.
A volte la progressione avviene in maniera veloce e aggressiva. Nell’arco di alcune settimane il tumore sviluppa numerose nuove metastasi di dimensioni doppie o triple rispetto a quelle iniziali. Qui è evidente l’urgenza della situazione. Occorre instaurare quanto prima una terapia diversa sperando che la nuova cura possa uccidere le cellule resistenti in rapido accrescimento. Queste terapie di rincalzo sono chiamate di “seconda linea” in contrasto con la terapia iniziale detta di “prima linea”.
In altri casi più favorevoli la progressione avviene in modo talmente lento che bisogna attendere due o tre rivalutazioni con TAC, PET, risonanze per capire se effettivamente il tumore sta crescendo. (FIGURA 22) Questo decorso favorevole si verifica più frequentemente quando il tumore aveva inizialmente risposto bene alle terapie.

In questi casi di lenta progressione si ha tempo per decidere. Non cambia nulla se si attendono alcune settimane in più. Il tempo di fare un programma strategico a lungo termine che oltre a includere l’impiego di terapie di seconda linea prevedono anche la possibilità di continuare a monitorare la malattia senza alcun intervento. Infatti, la crescita di pochi millimetri nell’arco di vari mesi non comporta alcun rischio per il paziente.
Quando le cose vanno male, cioè il tumore è in progressione nonostante le terapie, l’ansia di sapere che cosa riserva il futuro immediato cresce. Ma come all’inizio delle terapie di prima linea, anche in questa situazione di seconda linea l’evoluzione può essere molto diversa, tanto che ci possono ancora essere delle ottime risposte anche alle terapie di seconda linea.